Cos’è il Karma? In genere si dice sia il risultato delle proprie azioni, ovvero una sorta di legge metafisica del più noto principio fisico di azione e reazione. In altri termini, ciò che tu fai a qualcuno, qualcun altro lo farà a te. E’ un modo geniale che il divino ha congeniato per farci imparare ad evolvere, lasciandoci il libero arbitrio in modo che ognuno possa farlo a suo modo. Così a forza di tentativi, pian piano questa legge ci entra dentro, e riconoscendola, possiamo arrivare alla nostra meta. Ma se sul karma si possono leggere trattati interi, quello che mi interessa analizzare è come si manifesta il karma a livello energetico.
Ogni volta che un ente agisce in maniera violenta contro un altro ente, si genera un tipo di energia che in TEV chiamiamo “Legami”. Si può visualizzarla come una serie di uncini che legano i due enti e sottrae energia ad entrambi. E’ un’energia negativa che blocca l’espansione naturale che un campo di energia ha. In senso pratico, quando si vive un trauma emotivo, questa energia si ancora al chakra solare che a causa di essa si contrae e diminuisce la sua capacità energetica. A lungo andare il chakra è come soffocato da questa energia e inizia a diventare atrofico, producendo poi i risultati sul piano fisico, cioè l’indebolimento e la malattia degli organi ad esso associati.
Questa energia “Legami” è quella che potrebbe essere definita l’energia del karma negativo, cioè il risultato di un’interazione violenta del nostro passato che condiziona il nostro presente. Infatti con l’aumentare di questo tipo di energia in un chakra, tutte le funzioni del chakra, diventano disarmoniche e producono una discesa di vibrazioni che ci ancora ad eventi e situazioni di bassa vibrazione, per via della legge di risonanza. E così ci capiterà di scontare il nostro karma, cioè di vivere situazioni spiacevoli attratte dalla nostra discesa di vibrazione. Ma per loro natura i chakra sono piano piano in grado di liberarsi di questa energia Legami, e quindi si può dire che i chakra siano gli organi deputati al rilascio del karma.
Ma finché parliamo del karma di questa vita, il discorso è abbastanza facile da intuire, mentre se pensiamo al karma di vite precedenti, come possiamo inquadrarlo energeticamente il processo di rilascio del karma?
Quando il feto si sviluppa in grembo alla madre, insieme ad esso si sviluppa anche il sistema energetico, con tutti i suoi canali, nodi e chakra (vedi "La Cellula Madre" di R. Zamperini). Possiamo sentire che fin dall’inizio i nodi centrali (6 punti allineati sul canale centrale) presentano molte congestioni di tipo “Legami”.
Facendo da adulti un tipo di pulizia molto profonda su questi nodi centrali, che ipotizzavo all’inizio fossero i nostri serbatoi karmici, vediamo che dopo un certo tempo si ricongestionano, come se in realtà fossero dei serbatoi secondari che hanno solo il compito di smistare l’energia del karma in base alla frequenza alla quale va “smaltita”, dividendola fra i diversi chakra. Da qui mi è sorta l’idea di cercare la fonte del karma che discende nei nodi, e ne ho trovate ben due.
Il corpo energetico umano è connesso tramite due canali a due centri galattici fondamentali per la nostra vita ed evoluzione: il Gran Sole Centrale (un centro energetico al centro della galassia) e Gaia (il cuore energetico del nostro pianeta). Sembra che i nostri serbatoi karmici risiedano proprio in questi centri, e intuitivamente credo siano rispettivamente uno il karma individuale, cioè quello singolo della specifica Anima che abita il corpo, e l’altro il karma di gruppo, cioè legato all’umanità, al susseguirsi delle diverse generazioni che hanno dato vita al corpo fisico che abitiamo. Come rapporto sembra che quest’ultimo sia sempre molto maggiore di dimensioni rispetto al primo, probabilmente a significare che il karma dell’umanità è ben più pesante che quello della singola Anima. Ma queste sono solo intuizioni che aspettano di essere confermate.
Quello che è invece più chiaro è che ogni volta che un chakra butta fuori congestioni, si libera la tensione al nodo centrale di quel chakra, e quindi può scendere ulteriore energia congesta dai serbatoi celeste e tellurico, andando così ad alleggerire il fardello karmico.
Il rilascio del karma produce un espandersi del campo energetico, il quale non essendo più contratto per via dei legami, si amplia. Pulendosi e ampliandosi, ci fa salire di vibrazione, e quindi ci mette alla portata di eventi più piacevoli. E’ la stessa cosa che accade quando si compiono azioni positive, cioè basate sull’energia dell’amore. Queste ci portano lentamente a piani superiori da cui possiamo avere accesso ad energie più alte.
La meditazione e le tecniche yogiche avanzate hanno proprio come fine quello di far pulire il sistema energetico affinché il karma sia rilasciato e si abbia accesso a questi piani superiori in cui sono celati i siddhi, o doni divini, cioè quelle che oggi potremmo definire capacità extrasensoriali (ESP). Con la TEV sto cercando di fare lo stesso, anche se come tipo di lavoro credo sia immensamente accelerato rispetto ai tempi che richiedevano le antiche pratiche yogiche. Forse questo è possibile oggi per via del fenomeno dell’Ascensione planetaria, che in realtà credo che consista proprio in questo: il rilascio del karma e l’evoluzione del proprio sistema energetico.