Martedì 06 Febbraio 2007

I tre Guna

Nel sistema filosofico Samkhya, per Guna si intendono le tre qualità costituive della Natura materiale, detta anche Creazione o Prakriti, principio cosmico femminile, contrapposta al Creatore Purusha che ne è il principio maschile. Al contrario di Purusha, l'uomo cosmico passivo, testimone e senza attributi, Prakriti è dinamica, sempre in movimento, in costante evoluzione e trasformazione; e i Guna (chiamati anche agenti o costituenti) sono le cause di questo movimento, le fondamentali modalità di manifestazione attraverso le quali l'energia di Prakriti si manifesta nella vita. Prakriti, nel suo stato primordiale di materia indifferenziata, presenta i tre Guna in perfetto equilibrio tra loro; la rottura di questo equilibrio porta ad una modificazione della sostanza primigenia: ciò che ne consegue è la manifestazione. I Guna, quindi, sono le diverse qualità della manifestazione.

Sattva è la materia originale, il primo gradino della manifestazione, la luce che costituisce il substrato dell'esistenza; infatti, sia nella Bibbia che nei testi sacri indiani, Dio crea la luce attraverso la parola. Questa luce primordiale è estremamente vicina all'Assoluto, e ciò le conferisce il potere di generare altra materia, Rajas, che inevitabilmente subirà un deterioramento rispetto alla materia originale; e Rajas a propria volta, attraverso un ulteriore degenerazione, darà origine a Tamas.

Le diverse qualità dei Guna
La filosofia indiana, con la tipica esigenza di classificazione e la convinzione della corrispondenza Macrocosmo-Microcosmo, attraverso la teoria dei Guna spiega tutti gli aspetti della realtà psicologica, esoterica e fenomenologica. I Guna infatti sono numericamente infiniti, così come gli stati di coscienza, anche se per praticità vengono distinti in tre categorie funzionali:

Sattva: luminosità, consapevolezza, saggezza, salute, solarità, virtù, pace, calma, felicità, vita.
Rajas: passione, attività, eccitazione, desiderio, egoismo, attaccamento, oscillazione, instabilità, dolore.
Tamas: ignoranza, oscurità, indolenza, pigrizia, inerzia, staticità, illusione, apatia, indifferenza, morte.

I tre Guna si possono ritrovare identici in ogni aspetto dell'esistenza: nella natura e nella vita così come in tutti gli stati di coscienza. Così, quando prevale Sattva la coscienza umana è caratterizzata da uno stato di serenità e chiarezza mentale; quando Rajas è predominante, la coscienza diviene attiva, dinamica, volitiva e piena di energia; quando invece prevale Tamas la coscienza è inerte, immersa mell'apatia e nel torpore. Quest'ultimo infatti corrisponde all'elemento terra e rappresenta l'inerzia, la condensazione, la solidificazione, la tendenza al basso, cristallizzazione dell'energia invece "qualificata" da Rajas e "essenziata" da Sattva.

Così, gli individui tamasici (il pigro e l'inerte) esitano ad essere attivi, temendo di stancarsi o di fallire; gli individui rajasici (emotivi e passionali) si tuffano a capofitto nell'azione cercando risultati immediati, e rimangono delusi quando questi non arrivano come si aspettavano; mentre gli individui sattvici (le persone dotate di equilibrio mentale) sono attivi, considerando l'azione il loro dovere; il successo e il fallimento non disturbano la loro equanimità, poiché essi lasciano a Dio i frutti dei loro sforzi, consapevoli di essere solo strumenti nelle Sue mani.


Questo articolo è liberamente tratto dalla Wikipedia.
Il motivo per cui lo riporto è che riflettendo su questo aspetto della natura manifesta mi sono chiesto se esiste un modo per riequilibrare questi tre aspetti nell'essere umano così da poterlo riportare in armonia con se stesso. Allora ho provato ad agire sul BioEquilibratore associato ai Guna, immaginando che rispetto ad una sproporzione originaria, i tre livelli si assestassero ad una situazione ottimale, specifica da persona a persona.
Con mio grande stupore ho rilevato che invece l'essere umano è un essere completamente Sattvico. Ovvero, dopo aver agito sul riequilibrio, si assiste ad una completa sproporzione verso la sattivicità a totale discapito dell'aspetto rajasico e tamasico.

Che gran bella notizia sapere che l'aspetto originario di ogni uomo è pura luce, conoscenza e saggezza! Siamo esseri fatti per la felicità, per la pace, la virtù. E' la discesa nella materia che ci spinge ad esplorare i nostri lati oscuri. Ecco rifiorire il mito del buon selvaggio... della natura intrinseca della bontà nel profondo di ogni uomo.

Credo questa sarebbe una notizia degna di un buon telegiornale serale. Far sapere al mondo che l'essere umano è nato per la gioia. Peccato che i palinsesti vogliano farci credere tutt'altro. Ma non ci riusciranno.

Detto questo mi chiedo cosa possa comportare applicare a livello globale questo riequilibrio. Lo inizieremo a scoprire non appena comincierò ad applicare questo nuovo principio alla GHT.

Posted by Andrash at 10:12:55 | Permanent Link | Comments (0) |